Bugs live all'Hockey
Vedere i Bugs al Giovani Espressioni ci fa pensare a come dieci anni dopo la morte di Kurt Cobain il Grunge sia ancora vivo e vegeto. L’esibizione dei cinque novaresi seguaci dei Pearl Jam non è da considerarsi solo una vittoria del Grunge, ma piuttosto della musica in generale.
Manzella e soci portano sul palco, assieme agli strumenti, tanta grinta e voglia “di far rivivere a tutti le emozioni che i Pearl Jam danno” come afferma lo stesso vocalist.
Bè…..bisogna ammettere che ci riescono benissimo, “Sometimes” e “Corduroy” introducono solo il meglio di un concerto composto da momenti di forte tensione elettrica( Alive, Insignificance……)a momenti genuinamente acustici (Daughter…)
I Bugs trascinano il loro pubblico in un concerto incalzante che sale di tono canzone dopo canzone. “Do the evolution” fa letteralmente scatenare i numerosi fans ma il culmine del concerto è la staffetta tra Marco e Gianluca, ex-cantante dei noti Pearlpusher, in Immortality in una esecuzione semplicemente da brivido.
I cinque, coscienti delle loro capacità e potenzialità, non mancano nel farsi riconoscere ottimi musicisti e interpreti dei Pearl Jam: Matteo picchia sulla batteria come un forsennato, Ema c’è sempre nel sostenere le melodia, Michele si lancia in assoli che impaurirebbero qualunque chitarrista, Ale si conferma, oltre che potente e solido bassista, perfetto per le seconde voci e Marco consolida concerto dopo concerto le sue doti vocali e la sua forte presenza sul palco.
Viva i Bugs, viva il Grunge, viva la musica.
Ignazio Manzari
